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Rosanna GuglielmoCollaboratore Tecnico
Dipartimento Infrastrutture di ricerca per le risorse biologiche marine
Core Facility Motax

Tel. +39 081 5833508
e-mail rosanna.guglielmo(at)szn.it

Curriculum Vitae

https://scholar.google.it/citations?hl=it&user=6EyM_zEAAAAJ

 


CV Breve

Nata a Messina nel 1976 e laureatasi in Scienze Naturali nel 1999, ha conseguito il Ph.D in “Scienze Ambientali: Ambiente Marino e Risorse” nel 2004 con una tesi sullo studio della variabilità stagionale di comunità macrozoobentoniche associate all’alga invasiva Caulerpa taxifolia nello Stretto di Messina. Durante la carriera universitaria ha svolto sia attività a mare che laboratoriali presso i laboratori della Sezione Ecologia e Tassonomia del Benthos e del Plancton e della Sezione T.A.R.G.E.T. (Tutela Ambientale–Risorse e Gestione del Territorio) dell’Università degli Studi di Messina. Nel 2004 inizia la sua collaborazione con la SZN partecipando a diversi progetti su monitoraggi ambientali sia con attività a mare che in laboratorio. Nel 2019 diventa dipendente a tempo indeterminato con la qualifica di CTER VI livello afferendo al dipartimento RIMAR – Unità MOTax con sede a Ischia. Attualmente svolge la sua attività professionale presso l’AF di Ecologia del Benthos e del Necton della sede IMC - SZN occupandosi di tassonomia e di ecologia del benthos con particolare riguardo alla componente a policheti (sia bentonica che pelagica). Collabora attivamente a numerosi progetti e da anni si occupa dei campioni di benthos del monitoraggio ambientale del progetto Ischia Gas. È inserita nella Short List di Esperti della Marine Strategy.

Interessi di Ricerca

La mia attività di supporto alla ricerca si incentra principalmente sullo studio della variazione della biodiversità delle comunità bentoniche di fondo mobile con particolare riguardo alla polichetofauna, con un approccio metodologico integrato con tecniche sia classiche che molecolari. Le comunità bentoniche, organismi prevalentemente sedentari con cicli vitali lunghi, rappresentano delle vere e proprie memorie biologiche in quanto sono capaci di registrare alterazioni ambientali su una scala temporale di medio e lungo termine. Agiscono come decompositori e riciclatori di materia organica riducendo l'eutrofizzazione, rimescolano i sedimenti migliorando l'ossigenazione del fondale, costituiscono fonte di nutrimento per numerose specie ittiche e contribuiscono a mitigare l’acidificazione degli oceani tramite l’assorbimento di nutrienti e di CO2. Negli habitat marini i policheti rappresentano uno dei gruppi maggiormente rappresentati sia in termini di abbondanza che di diversità. Per una serie di peculiarità che li contraddistinguono, vengono spesso utilizzati come bioindicatori nella valutazione della qualità ambientale. Forniscono informazioni cruciali sullo stato di salute e integrità degli ecosistemi marini e rispondono rapidamente allo stress ambientale (variazioni di pH, contaminazione) con variazioni nella struttura della comunità, mortalità o cambiamenti nei tratti funzionali. Lo studio tassonomico ed ecologico permette sia di definirne il ruolo trofico-funzionale nell’ecosistema che di individuare la presenza di specie indicatrici legate a particolari condizioni ambientali.

Pubblicazioni

1. Hay Mele B, Russo L, Crocetta F, Gambi C, Dell’Anno A, Danovaro R, Guglielmo R, Musco L, Patti FP, Riginella E, Tangherlini M, Ribera D’Alcalà M, D’Alelio D. Ecological assessment of anthropogenic impact in marine ecosystems: The Case of Bagnoli Bay. Marine Environmental Research 2020; 158: 104953.

2. Guglielmo R, Bergamasco A, Minutoli R, Patti FP, Belmonte G, Spanò N, Zagami G, Bonanzinga V, Guglielmo L, Granata A. The Otranto Channel (South Adriatic Sea), a hot-spot area of plankton biodiversity: pelagic polychaetes. Scientific Reports 2019; 9: 19490.

3. Donnarumma L, Appolloni L, Chianese E, Bruno R, Baldrighi E, Guglielmo R, Russo GF, Zeppilli D, Sandulli R. Environmental and Benthic Community Patterns of the Shallow Hydrothermal Area of Secca Delle Fumose (Baia, Naples, Italy). Frontiers in Marine Science 2019; 6: 685.

4. Scipione MB, Lo Brutto S, Cirino P, Di Capua I, Guglielmo R, Patti FP, Sarno D. A network of Italian amphipodologists in the frame of MOTax (Marine Organisms Taxonomy) at the Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli (Italy). Biodivers J. 2017; 8(2): 661-663.

5. Corriero G, Pierri C, Accoroni S, Alabiso G, Bavestrello G, Barbone E, et al. Ecosystem vulnerability to alien and invasive species: a case study on marine habitats along the Italian coast. Aquat Conserv: Mar Freshw Ecosyst. 2016; 26(2): 392-409.

6. Guglielmo R, Gambi MC, Granata A, Guglielmo L, Minutoli R. Composition, abundance and distribution of holoplanktonic polychaetes within the Strait of Magellan (southern America) in austral summer. Pol Biol. 2014; 37: 999-1015.

7. Lorenti M, Gambi MC, Guglielmo R, Patti FP, Scipione MB, Zupo V, Buia MC. Soft-bottom macrofaunal assemblages in the Gulf of Salerno, Tyrrhenian Sea, Italy, an area affected by the invasion of the seaweed Caulerpa racemosa var. cylindracea. Mar Ecol -Evol Persp. 2011; 32(3): 320-334.

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